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COMPLESSO MONUMENTALE SAN PIETRO
CENNI STORICI
Il complesso monacense di San Pietro occupa una vasta area dell'antico ghetto ebraico di Marsala, un'insula tra la via XI maggio (cassaro) e via Frisella, delimitate dalle vie D'anna e Pannieri. Quest'ultima era la strada della Giudecca ove avveniva la lavorazione della seta e dei tessuti cui era dedita una parte consistente della comunitàebraica. Gli ebrei furono espulsi nel 1492, mentre il monastero fu eretto nel cinquecento, dopo le distruzioni apportate alle antiche fabbriche dalle truppe di Carlo V re di Spagna e delle due Siciliedal 1516. Si è trattato evidentemente di un intervento di sostituzione edilizia, da parte della comunità cristiana, nel cuore del ghetto, nei pressi, probabilmente, dell'antica " Chynisia" la sinagoga di Marsala.
Il primo monastero in questo luogo era stato edificato nel 595 da una nobildonna lilibetana di nome Adeodata, parente di papa Gregorio Magno. Nel 1418 la badessa Pina vendette ad Antonio di Pontecorona, provinciale dell'ordine dei Domenicani, una chiesa dedicata al Santo Pietro, con case, cortili, orto e le botteghe che le suore possedevano verso la piazza del mercato degli ebrei, per costruire un nuovo monastero. Le benedettine andarono progressivamente ad occupare le fabbiche comprese tra via XI maggio, via Pannieri e via D'anna, codeste fabbriche vennero trasformate ed adattate, col tempo, alle proprie esigenze. Queste erano adiacenti alla chiesa di San Pietro, la quale, probabilmente faceva da ingresso al monastero. Le celle delle monache erano servite da un loggiato al primo piano del corpo di via XI maggio, dal quale si poteva accedere alla torre quadrangolare (Specula) costrita all'angolo della via Pannieri nel 1583.
Oggi ogni vestigia è stata conservata e rimessa in luce, mentre sono state ricostruite, sulla base di indagini filologiche, le parti mancanti o deturpate. Il complesso ospita vari musei, la biblioteca e l'istituo di ricerca fenicio-punico.
a cura di Marcello A. P.
"La Specula" |
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