Joseph Isaac Spatafora Whitaker, ricco uomo d’affari siciliano di origine inglese e dilettante archeologo, compro l’isola di san Pantaleo, vecchio insediamento fenicio-punico di Mozia, nei primi del ‘900.
I primi ritrovamenti archeologici derivano dai lavori agricoli ed edilizie, venivano inseriti in un registro di inventario da Giuseppe Lipari Cascio, amministratore marsalese dell’isola, questi materiali archeologici, venivano inseriti nel registro, con un numero di inventario, data e luogo di provenienza.
Il santuario del Tofet fu l’ultimo ad essere indagato/individuato nella primavera del 1919.
Il Tofet fu definito: “un cimitero per i resti di offerte che sono state immolate” ¹, nel primo volume scritto dal Whitaker, mentre nel registro venne preferita la dizione “nuova necropoli/Il necropoli”.
Vengono effettuate due trincee nell’area del Tofet, si individuano circa 150 deposizioni, di un terzo Whitaker fece analizzare le ceneri, che identificarono resti di agnelli e vari animali, attribuendo solo una minima percentuale a resti umani di tenera età. Questi risultati lo portarono ad una interpretazione della zona scoperta come luogo per la deposizione di vittime,umane e non offerte alle divinità.
Furono le tante stele trovate in un campo, nella zona settentrionale dell’isola, che portò all’individuazione del Tofet. Secondo il registro, nel 1908 sono state rinvenute, nella piantagione del vigneto nella parte interna del muro di cinta che guarda nord, 32 edicole o cippi funerari ed un’altra “edicola funeraria di pietra con figure muliebre in rilievo”.
I ritrovamenti di stele continuarono, sporadici negli anni; in tutto nella Collezione Whitaker si annoverano 150 stele, ma non è da escludere che alcune venissero dalla necropoli e non dal Tofet. Infatti lo stesso Whitaker scrive delle stele, che “quelle del Tofet sono di un periodo più tardo e recano figure”.
Le trincee effettuate da Whitaker sul campo, orientate, due nord-sud, e una est-ovest erano ancora visibili ed distinguibili quando furono ripresi gli scavi da A. Ciasca nei primi degli anni ’60.
Oltre ai materiali ceramici e lapidei, Whitaker recuperò anche monete, armi e gioielli. Che erano ubicati all’interno delle urne.
Il Tofet ancora oggi fa sognare interpretazioni fantastiche e utopiche ai vecchi studiosi, ma soprattutto, a quelli di nuova generazione. Questa area sacra presente in tanti siti fenicio-punico, ancora oggi non ha chiarito bene la sua funzionalità...
...questo è il fantastico mondo dell’archeologia.
A CURA DI MARCELLO A. P.