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L’IMPERO AKKADICO (ca. 2350-2200 a.C.)  

                          Nella tradizione mesopotamica posteriore, l’ascesa della dinastia di Akkad fu presentata come un avvenimento traumatico, come una rottura dell’ordine costituito. La realtà appare più sfumata: già nel periodo Protodinastico i Sumeri e i Semiti (gli Akkadi) appaiono compresenti, forse con una lieve prevalenza di Akkadi a nord e di Sumeri a sud.
Se non vi fu un conflitto etnico è, però, altrettanto documentato che l’ascesa di Sargon (2335-2279 a.C.) al trono di Kish il baricentro della Mesopotamia si spostò verso nord. Il fondatore della dinastia, Sargon, prese il potere nella città di Kish, ove rivestiva, a corte, il ruolo, forse, di coppiere ed è, dunque, un usurpatore. S’ignorano le vicende che lo hanno portato al trono ma, immediatamente, egli si presenta come un grande conquistatore.

                   sargon

vedi nota 1

Fondò una nuova capitale, Akkad appunto, ed è forse anche il promotore di una grande riforma religiosa che portò, attraverso l’opera poetica della figlia Enkheduanna, all’identificazione della dea numerica Inanna con la dea Ishtar, protettrice della dinastia akkadica.Sotto il regno dei figli, Rimush e Manishtusu, vi fu sostanzialmente un consolidamento del dominio, mentre un nuovo, forte impulso imperialista venne dal nipote di Sargon, Naram-Sim (2254-2218 a.C.) che si spinse un’altra volta fino al mediterraneo e conquistò, a est, la regione di Susa. Uno dei motivi principali che stimolarono i re di Akkad ad una politica di conquista fu il desiderio di impadronirsi delle grandi vie carovaniere, giungendo direttamente alle fonti di approvvigionamento delle materie prime. In realtà, forse per la mancanza di un’organizazione burocratico-amministrativa idonea, quei sovrani riuscirono solo a interrompere i flussi commerciali, indebolendo il loro territorio, che divenne preda dei Gutei, una popolazione scesa dagli Zagros, che conquistò e distrusse Akkad.


(1): inizialmente attribuita a Sargon, la testa dovrebbe piuttosto appartenere a un sovrano posteriore, Manishtusu o Naram-Sim. A cura di Marcello P. Bibliografia F. Pinnock, lineamenti di archeologia e storia dell’arte del vicino oriente antico, università di Parma, istituto dell’arte, 2004.
 
 
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